Architettura dell’informazione in dieci mosse

Ospite alla ter­za edi­zio­ne del festi­val di Glocalnews a Varese,  Federico Badaloni ha tenu­to un work­shop fuo­ri pro­gram­ma su user expe­rien­ce nel­la pro­get­ta­zio­ne di un sito web. Qui di segui­to alcu­ni appun­ti sui 10 pas­si da com­pie­re per una pro­get­ta­zio­ne fun­zio­na­le:

  1. Domandati a cosa ser­ve il tuo sito: se la rispo­sta non sta in una fra­se pre­oc­cu­pa­ti. Quindi, pri­ma mos­sa, tro­va la fun­zio­ne per l’intero sito.
  2. Fai la map­pa dei con­te­nu­ti, par­ten­do da una lista, poi sud­di­vi­di­li secon­do la for­ma inte­sa come for­ma­to e tipo di frui­zio­ne (es. esem­pio con­te­nu­to che si sen­te, si leg­ge, si guar­da).
  3. Mappa l’eco­si­ste­ma tec­no­lo­gi­co. Quali stru­men­ti abbia­mo a dispo­si­zio­ne? Ho WordPress? Un cms dedi­ca­to? A secon­da del­la tec­no­lo­gia a dispo­si­zio­ne di comin­cio a capi­re come fare le cose che voglio fare. Chiedendomi ad esem­pio se pos­so crea­re cate­go­rie, aggiun­ge­re paro­le chia­ve, ecc. Comincio a deli­mi­ta­re il mio ter­ri­to­rio
  4. Realizzazione di una matri­ce tas­so­no­mi­ca. Come orga­niz­ze­re­ste la dispo­si­zio­ne dei cal­zi­ni in un nego­zio? Per colo­re? Tessuto? Uomo/donna? Sono que­ste le doman­de che si pone l’architetto dell’informazione di fron­te ai con­te­nu­ti, ovve­ro come inte­ra­gi­re con il cor­pus del­le infor­ma­zio­ni. Non c’è un modo uni­co. La rispo­sta è chie­de­re agli uten­ti, per­ché il sito sia pro­get­ta­to secon­do una logi­ca user cen­te­red desi­gn. Dai biso­gni degli uten­ti nasco­no le fun­zio­ni nar­ra­ti­ve attra­ver­so cui orga­niz­za­re i con­te­nu­ti. Ogni ogget­to può assu­me­re una fun­zio­ne nar­ra­ti­va a secon­da di come lo usi.
  5. Crea l’alberatura (una fun­zio­ne per pagi­na), a par­ti­re dal­le fun­zio­ni nar­ra­ti­ve. Importante è ricor­da­re che l’alberatura è uno sche­ma che non neces­sa­ria­men­te riflet­te la navi­ga­zio­ne dell’utente, ma ser­ve per capi­re la strut­tu­ra di cui abbia­mo biso­gno.
  6. Definisci gli attri­bu­ti degli ele­men­ti nar­ra­ti­vi di base. È l’etichetta dei cal­zi­ni. Considerare che gli attri­bu­ti dovreb­be­ro rispet­ta­re que­sti para­me­tri: desti­na­zio­ne d’uso, usa­bi­li­tà, uni­vo­ci­tà (evi­ta­re sino­ni­mi), gra­nu­la­ri­tà, usa­bi­li­tà, sca­la­bi­li­tà. Nella strut­tu­ra dei dati iso­la­te tut­to ciò che vi ser­ve a gene­ra­re una clas­se. Le clas­si da pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne per orga­niz­za­re i con­te­nu­ti: a) ricor­ren­za b) in base a una carat­te­ri­sti­ca (es. tut­ti quel­li con gli occhi azzur­ri), 3) natu­ra 4) cri­te­rio ester­no
  7. Fa’ la matri­ce tas­so­no­mi­ca. Genera clas­si pri­ma­rie e secon­da­rie (otte­nu­te per inter­se­zio­ne). Matrici puli­te e chia­re.
  8. Fai la map­pa fun­zio­na­le di OGNI pagi­na.
  9. Associa le fun­zio­ni alle clas­si, nate dai biso­gni con fun­zio­ni.
  10. Crea i wifra­me per ogni tipo di pagi­na, pre­fe­ri­bil­men­te in html . Badaloni sug­ge­ri­sce di stu­dia­re il libro Responsive desi­gn work­flow per fare un pro­to­ti­po in auto­no­mia.

In gene­ra­le, in ogni fase, testa­re e far testa­re il sito. Badaloni ha rea­liz­za­to un suo per­so­na­le guer­ril­la testing kit per “scen­de­re al bar e far clic­ca­re gli sco­no­sciu­ti”: un com­pu­ter, soft­ware di screen­ca­sting, tele­ca­me­ra sull’utente/tester per moni­to­ra­re le sue rea­zio­ni.

Le sli­de del work­shop:

Donata Columbro

Donata Columbro

Freelance Journalist at Mediapatica
Giornalista ossessionata dall'Africa, dai media digitali e dall'attivismo online. Digital strategist di ONG 2.0, dove è anche trainer in corsi sul citizen journalism e sull’uso dei nuovi media per il non profit, collabora con diverse testate italiane tra cui La Stampa, Wired Italia, Nova24 e Internazionale. Con @vizandchips ha vinto il contest di data journalism de La Stampa Academy e la Censimenti Data Challenge di Istat.
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