Data Journalism Awards a Barcellona: abbiamo vinto!

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Tre gior­ni di uti­li incon­tri e pia­ce­vo­li chiac­chie­re a Barcellona, tra l’11 e il 13 giu­gno: que­sto è sta­to il GEN Summit, orga­niz­za­to dal­la Global Editors Network con tra gli altri Dataninja come media part­ner, ma per quan­to ci riguar­da il pun­to più alto è sta­to rag­giun­to la sera del 12 giu­gno, duran­te la pre­mia­zio­ne dei Data Journalism Awards 2014.

I Data Journalism Awards

L’inchiesta euro­pea The Migrants’ Files si è aggiu­di­ca­ta il pre­mio nel­la cate­go­ria “Best sto­ry or group of sto­ries on a sin­gle topic, onli­ne or print”, spun­tan­do­la su reda­zio­ni affer­ma­te e di pri­mo pia­no come il New York Times, ProPublica, La Nacion, Wired Italia. La sto­ria dell’inchiesta par­te da lon­ta­no, è lega­ta a dop­pio filo alla sto­ria di Dataninja, ed è pos­si­bi­le leg­ger­la sul sito dedi­ca­to: in due anni sia­mo pas­sa­ti dal­le due pub­bli­ca­zio­ni ini­zia­li su data​jour​na​li​sm​.it e Wired Italia alla men­zio­ne su Le Monde, dall’infografica sul­la rivi­sta indi­pen­den­te Mamma! al finan­zia­men­to euro­peo di Journalism Fund fino alla pub­bli­ca­zio­ne in con­tem­po­ra­nea euro­pea su L’Espresso e altre deci­ne di media. Un rico­no­sci­men­to inter­na­zio­na­le impor­tan­te per un grup­po ampio e varie­ga­to di gior­na­li­sti: i net­work Dataninja​.it, Journalism++ SAS e Journalism++ Stockholm, i gior­na­li­sti di Neue Zürcher Zeitung, El Confidencial e Radiobubble, i free­lan­ce Jacopo Ottaviani e Jean-Marc Manach. E in que­sti gior­ni il pre­mio di 2000 € sarà dona­to inte­ra­men­te all’associazione United for Intercultural Action e al nuo­vo pro­get­to di Gabriele Del Grande “Io sto con la spo­sa”, ovve­ro alle due fon­ti pri­ma­rie su cui abbia­mo lavo­ra­to.

Tanti com­pli­men­ti un po’ da tut­ti quel­li che abbia­mo incon­tra­to, pri­mo fra tut­ti Paul Steiger, attua­le Executive Chairman di ProPublica, con cui ci sia­mo fat­ti un sim­pa­ti­co sel­fie. Notevole la pre­sen­za di ita­lia­ni più o meno migran­ti in Spagna o altri pae­si euro­pei: nel­la foto insie­me a Paul c’è la com­pa­gi­ne ita­li­ca dei Migrants’ Files (da sini­stra Alessio Cimarelli, Andrea Nelson Mauro, Paul Steiger, Jacopo Ottaviani, Daniele Grasso), ma ne abbia­mo incon­tra­ti mol­ti altri, soprat­tut­to in rife­ri­men­to ai finan­zia­men­ti dell’European Journalism Centre.

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I progetti finanziati dall’EJC

Ogni anno, gra­zie al sup­por­to finan­zia­rio del­la Fondazione Bill & Melinda Gates, l’EJC pro­po­ne tre ban­di per finan­zia­re pro­get­ti gior­na­li­sti­ci che coin­vol­go­no più pae­si. I vin­ci­to­ri del ter­zo round, insie­me ad alcu­ni dei pro­get­ti pre­ce­den­ti tutt’ora in svol­gi­men­to, sono sta­ti invi­ta­ti a Barcellona a mar­gi­ne del GEN Summit e così abbia­mo avu­to l’occasione di incon­tra­re gio­va­ni gior­na­li­sti pie­ni di pas­sio­ne e moti­va­zio­ni, mol­ti dei qua­li ita­lia­ni: Angelo Attanasio, Stefano Gurciullo, Emanuele Bompan, Elisabetta Demartis, Michele Bertelli, ovve­ro 5 pro­get­ti su 13, nien­te male dav­ve­ro!

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A dir­la tut­ta Dataninja non ha par­te­ci­pa­to al GEN Summit solo come media part­ner e come vin­ci­tri­ce degli awards, ma anche come part­ner del pro­get­to vin­cen­te di Michele Bertelli, dal tito­lo “Bolivia’s eve­ry­day water war”. Un ulte­rio­re orgo­glio per noi, anche per­ché con l’occasione abbia­mo cono­sciu­to un gior­na­li­sta e un video maker dav­ve­ro in gam­ba, con cui sia­mo feli­ci di poter lavo­ra­re. E gli altri non sono cer­to da meno!

Relazioni, persone e buon giornalismo

Chi ha vin­to a Barcellona, dun­que? La col­la­bo­ra­zio­ne aper­ta e schiet­ta tra gior­na­li­sti. I mon­do dei free­lan­ces, che ha dimo­stra­to di poter pro­dur­re gior­na­li­smo di altis­si­mo valo­re anche sen­za risor­se su sca­la indu­stria­le. L’internazionalizzazione del­la pro­fes­sio­ne, ele­men­to ormai impre­scin­di­bi­le per un buon rac­con­to del mon­do attua­le. E poi abbia­mo vin­to noi Dataninja, pri­ma vol­ta per una real­tà ita­lia­na ai Data Journalism Awards, che abbia­mo cre­du­to per mol­to tem­po in una sto­ria dif­fi­ci­le, com­ples­sa, deli­ca­ta, fuo­ri da ogni logi­ca di mar­ke­ting, ma tre­men­da­men­te impor­tan­te e attua­le. Solo que­sto da par­te nostra, per­ché il vero meri­to va ai gior­na­li­sti, agli atti­vi­sti e alle asso­cia­zio­ni che da decen­ni si bat­to­no per i dirit­ti dei migran­ti e del­le per­so­ne, ai nostri col­le­ghi di mez­za Europa che han­no abbrac­cia­to que­sto tema e han­no mes­so in cam­po tut­to il loro impe­gno, capa­ci­tà ed espe­rien­za, ai nostri ami­ci che ci han­no segui­to e sup­por­ta­to. E non fini­sce cer­to qui…

Alessio Cimarelli

Alessio Cimarelli

Data scientist at Dataninja
Sono giornalista free-lance, data scientist e sviluppatore web. Dopo la lau­rea in fisica all’Università Sapienza di Roma, ho con­se­guito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e ho comin­ciato a girare l’Italia, tra gior­na­li­, uffici stampa e ricerca pura. Sono co-fondatore di dataninja.it e datamediahub.it e attualmente collaboro con varie testate ita­liane (Wired, L'Espresso, Secolo XIX) e alcune agen­zie edi­to­riali in ambito di data jour­na­lism e svi­luppo web. Sono mem­bro della comu­nità Spaghetti Open Data e ormai scrivo quasi più in java­script e python che in ita­liano o inglese.
Alessio Cimarelli